
Più che una biografia credo che la seguente piccola intervista dia le informazioni sufficienti a capire la mia e come nasce il mio lavoro.
Come hai scoperto questa passione?
Quando ero bambino ero molto attratto dalla macchina fotografica di mio Padre, molto vecchia e con tanti meccanismi visibili ad occhio nudo: quella era un'attrazione istintiva verso la meccanica. Nello stesso tempo mi piaceva dipingere, usavo colori forti e composizioni semplici e decise. Questo modo di "creare" una immagine è tuttora rimasta ben visibile in molte delle mie foto attuali.
Cosa ti piace di più fotografare? Perche?
Ho sempre amato la natura e quindi il paesaggio è stato fin dall'inizio il mio tema preferito. Ma non mi sono mai limitato al paesaggio idilliaco neanche quando, agli inizi della mia passione, ero molto più ingenuo e romantico. Non possedevo ancora una mia fotocamera quando vinsi il primo concorso al quale ho partecipato "Una cartolina da Barletta". La foto ritraeva una veduta (tutto fuorchè da cartolina) della cementeria di Barletta divenuta color aragosta sotto la luce di un tramonto infuocato.
Da circa due anni, fermo restando il mio amore per natura e paesaggio, ho cominciato ad occuparmi non più del paesaggio idilliaco ma del paesaggio per quello che è o sta diventando. Così, ispirandomi al movimento americano dei "New topographics" (http://www.fotologie.it/Topo.html) oggi ritraggo "paesaggi perduti" o che stiamo perdendo, a causa dell'enorme pressione delle opere dell'uomo costruite sotto la spinta di una concezione di progresso che sta mostrando tutti i propri limiti.
Preferisci il colore o il bianconero?
Io credo che fotografia in b/n e fotografia a colori siano quasi... "due hobby diversi". Io fotografo a colori perchè... il mondo è a colori! Mi capita di usare il bianconero quando è impossibile gestire i colori e tuttavia voglio "salvare" un'immagine. E trovo una sfida più difficile gestire i colori tenendosi lontano dalla banalità ma in fondo sono due linguaggi totalmente diversi.
E quali sono gli Autori di riferimento?
Gabriele Basilico e Robert Adams sono gli autori che preferisco ma più per le motivazioni e le riflessioni che sono a monte delle loro opere che per le opere in sè. Inoltre sento molto vicini, per i temi trattati, Ed Burtinsky, Andreas Gursky e Thomas Struth.
Frequenti corsi o workshop per migliorare le tue conoscenze?
No. Sono un autodidatta in tutto e per tutto. Ho sempre avuto la mania di smontare e la tendenza a rompere qualsiasi cosa mi capitasse per le mani. Se da un lato ciò ha impedito a mio padre di affidarmi la sua macchina fotografica, dall'altro ha sviluppato in me la capacità di capire "come funzionano le cose". Perciò non ho mai avuto bisogno di corsi ma solo di brevi spiegazioni introduttive per migliorare la mia tecnica sia che si trattasse di sviluppare e stampare chimicamente le mie foto sia che si trattasse di padroneggiare la tecnologia digitale. Tuttavia ho letto molti testi di tecnica fotografica.
Ciò che per me adesso è più difficile da migliorare, è la gestione del progetto fotografico dal punto di vista artistico. Occorre selezionare le idee, delimitare il proprio "discorso", scegliere il tipo di linguaggio quindi, finalmente, adeguare a tutto ciò la selezione dei soggetti, il punto di ripresa, le scelte tecniche in materia di colore e contrasto. Esiste qualche workshop che introduce alla realizzazione del progetto "artistico" ma da solo non basterebbe senza la pratica e senza il confronto con altri artisti o addetti ai lavori.
Hai già fatto qualche mostra? Hai avuto qualche pubblicazione?
Ho già fatto diverse mostre collettive insieme ai soci del fotoclub di Barletta del quale sono stato, per due anni, presidente e vice-presidente. Ho fatto anche una personale, nell'ambito della manifestazione nazionale "Cantine aperte", con immagini che ritraevano le vigne di Aglianico ed i loro accesissimi colori autunnali. L'ultima partecipazione ad una mostra è stata nell'ambito diOrvieto Fotografia (l'associazione dei fotografi commerciali professionisti) con una serie di immagini sulla centrale termoelettrica di Turbigo (Mi).
Ho avuto anche una pubblicazione sul libro Immagini del Gusto edito dalla Federazione Italiana delle Associazioni Fotografiche (Nudo e Crudo – sulla produzione dell’olio d’oliva in Puglia eFatti in casa – una serie sulla cucina casalinga con mia Madre come protagonista) e una pubblicazione sul sito del Gambero Rosso essendo risultato fra gli 8 finalisti del concorso indetto daCantine Frescobaldi.
Hai mai pensato ad una carriera come fotografo professionista?
Qualche volta ci ho pensato, ma cerco di non pensarci troppo! Mi manca l'unica cosa che non posso comprare: il tempo.
...the only things that distinguish the photographer from everybody else are his pictures: they alone are the basis for our special interest in him. If pictures cannot be understood without knowing details of the artist's private life, then that is a reason for faulting them; major art, by definition, can stand independent of its maker. - Robert Adams - "Beauty in Photography" 1996
